DaxMedia 4 Rtsi
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Da oggi il servizio radiotelevisivo pubblico della Svizzera italiana volta pagina e cambia nome e volto, giungendo al punto culminante di un processo di rinnovamento iniziato nell'ormai distante 2006, più o meno proprio nel periodo della tanto discussa scomparsa del segnale Tsi dal nord Italia. La Rtsi diventa così in data odierna semplicemente RSI, un unico snello acronimo che riunisce per la prima volta tutte le attività dell'azienda elvetica. Contestualmente a ciò si rinnovano radicalmente grafica e identificativi delle due reti televisive: Tsi1 diventa Rsi La1 e Tsi2 cambia in Rsi La2. Facendo i nostri migliori auguri alla nuova Tv Svizzera, rimandiamo alla sezione "Documenti e Articoli" del nostro sito per ulteriori dettagli. 16.10.08 > 11:00 La Rtsi acquista i diritti per la trasmissione in chiaro di trentaquattro incontri del nostro campionato di calcio di Serie A e, a poco più di tre settimane dall'inizio delle telecronache, scoppia una polemica di portata enorme, che mette a rischio la diffusione stessa degli incontri. Un grande gruppo televisivo italiano si sarebbe infatti mosso contro questa operazione. Le ragioni le possiamo immaginare e le troviamo francamente, dal nostro punto di vista, abbastanza inconsistenti: la Televisione Svizzera dal luglio 2006 non si riceve più in Italia se non in un'ormai quasi inesistente fascia di confine, peraltro ulteriormente ridottasi negli ultimi tempi a seguito - crediamo - di un'abile e attenta ottimizzazione tecnica dello spettro di emissione da parte delle autorità competenti. In tutta l'area insubrica, dove ai tempi del canale 36 analogico la Svizzera era sintonizzabile, la possibilità di captarne oggi il segnale è forse prossima allo zero. Ci chiediamo, dunque, quanto possa incidere sugli ascolti al di qua del confine questo "lumicino" di Tsi. Poi, come spesso purtroppo accade, una notizia come questa dei diritti del calcio acquistati dal servizio pubblico elvetico ha avuto una copertura sui giornali di casa nostra distorta e ingiustificata. Di esempi simili ne abbiamo ampia memoria. Anche qui ci si è subito precipitati ad accaparrarsi la news, infarcendola di dettagli su come sintonizzare il segnale svizzero nel nord Italia e rimarcando il privilegio di cui avrebbero goduto le province italiane prossime al Ticino, vista la fruibilità gratis di una serie di eventi sportivi che invece in Italia si deve pagare per vedere. Tutto questo forse per desiderio, da parte di un certo ingenuo giornalismo, di raccontare un fatto che in realtà non ci tocca che marginalmente, perché le possibilità di captare la Tsi in Italia sono veramente trascurabili. Non finiremo comunque mai di stupirci di quanto in natura la formica possa, pur senza volerlo, infastidire l'elefante, e di chiederci perché i pachidermi possano sconfinare liberamente al di qua e al di là del loro territorio, mentre per l'imenottero, appena varcata la soglia di casa, ci sia pronta ad attenderlo un'abbondante spruzzata di ddt. Pardon, di dtt! 22.09.08 > 09:20 La Rtsi ha acquistato i diritti in chiaro per la diffusione di trentaquattro incontri del nostro campionato di calcio di Serie A. Una notizia di indubbia portata "storicotelevisiva", non solo per i fanatici dello sport ma anche per quelli della Tv Svizzera in generale. Per i pochi fortunati italiani che, vivendo a ridosso del confine, potranno ricevere gratuitamente questi match senza dover sottoscrivere abbonamenti ad alcuna pay-tv, l'evento è quanto mai gradito. Per noi di Dm4Rtsi, che per vocazione leggiamo sempre un po' tra le righe, ciò non rappresenta che l'ennesima conferma di quanto ormai definitivamente distante da noi sia il servizio pubblico elvetico che, dovendosi mantenere il più possibile concorrenziale nella sua seppur ristretta area d'origine, da sempre penalizzata dal naturale prevalere della tv italiana, ha dovuto in questi ultimi anni fare una scelta netta e dolorosa tra due opzioni: arricchimento dell'offerta su entrambe le sue reti o copertura trasmissiva di un tempo. La decisione è ricaduta dunque sulla prima. Uno status quo senza ritorno, crediamo noi, a seguito di cui cominciamo a pensare che la missione di Dm4Rtsi sia forse giunta al suo naturale termine. Sarebbe un peccato, ma tant'è. A chi servono ormai queste pagine? 05.07.08 > 09:30 Ha fatto notizia lo
spegnimento del trasmettitore ad onda media di Rete 1 RSI di Monte Ceneri
alla mezzanotte del primo luglio. Comunque, che lo si voglia ammettere o no, la Rtsi è parte della nostra storia di insubri, lombardi e italiani; è stata fino a non molto tempo fa il nostro presente, una voce diversa ed autorevole dalla quale attingere informazioni e punti di vista. La Rtsi non sarà però più il nostro futuro; e questo per ragioni economiche, legate a restrizioni sui diritti di trasmissione e in nome del progresso tecnologico. Non sempre l'innovazione porta dunque buoni frutti. 18.06.08 > 08:00 Il 18 giugno 1958 la Tsi compie cinquant'anni. Al momento di questo nostro aggiornamento non sono molte le testate on-line oltreconfine a darne notizia. Da noi è Digital-Sat Magazine a dedicare alla ricorrenza elvetica uno spazio nella sua sezione news. Anche il sito Lucmedia ricorda questo primo mezzo secolo di tv ticinese. Da tutti noi, dunque, il miglior augurio per un futuro in crescita e pieno di successi. 28.01.08 > 20:00 Il Corriere del Ticino pubblica oggi un articolo che, malgrado l'assoluta non attualità dei contenuti e un'indubbia approssimazione espositiva, merita tuttavia un po' di attenzione. Di questo bizzarro articolone, vuoto di informazioni nuove nonostante la sua ampiezza, se ne sono accorti anche alcuni nostri lettori che ci hanno chiesto - secondo noi - cosa quanto esposto aggiunga alla confusione che già regna sovrana quando si parla di ricezione della Tsi nel nord Italia. Dal nostro punto di vista, analizzando i concetti espressi, ci pare che siano state travisate, e dunque mal interpretate, le precisazioni del Consiglio di Stato, sicuramente assai più cauto nel suo esprimersi su una tematica così delicata e ricca di sfumature concettuali. La sensazionalità del titolo ("...la nostra emittente fruibile nel settentrione della Penisola") si scontra con quanto segue immediatamente dopo, quando si parla di "utenti nella fascia di frontiera italiana". Immediatamente dopo si torna a parlare in grande, riferendosi ad "un bacino di diversi milioni di utenti" che non verrà intaccato. Più avanti si vincola però la ricevibilità del segnale elvetico al rispetto da parte italiana dell'Accordo di Ginevra, a cui il nostro paese non si è mai adeguato. Ma non è tutto: si aggiunge poi che il passaggio al digitale terrestre da parte della Tv Svizzera è stato introdotto con tre anni di simulcasting. Non si fa però riferimento al canale 36, l'unico che - se convertito al digitale - avrebbe consentito la ricezione libera della Tsi anche da noi, essendo l'unica frequenza realmente non occupata da segnali italiani, nonché risultato di un preciso accordo tra Italia e Svizzera. Infine si torna a parlare di una questione morta e sepolta da lungo tempo: la famosa ipotesi di un accordo con un operatore italiano, terrestre o satellitare, per diffondere i programmi autoprodotti della Tsi su tutto il territorio nazionale. Una cosa che probabilmente mai accadrà, visti gli alti costi che l'operazione implicherebbe per la Srg Ssr. Insomma, un articolo un po' inutile che forse si poteva fare a meno di pubblicare. Ci meraviglia che una testata attenta e ben ferrata sull'argomento come il CDT abbia dato spazio, in questi termini, ad un argomento che poteva essere concettualmente giocato su migliori contenuti. 31.12.07 > 20:30 Una buona notizia giunge fresca fresca in queste ultime ore del 2007: da oggi gli abitanti della Val Chiavenna tornano a ricevere ufficialmente i programmi di Tsi1. Una speciale autorizzazione concessa da Roma consentirebbe dunque di tornare da oggi a sintonizzare i programmi del primo canale elvetico sul canale 54 Uhf in un'ampia area della provincia di Sondrio. Ringraziamo i nostri efficienti informatori, ormai dislocati praticamente ovunque, per la preziosa segnalazione. Ma non è tutto. Il servizio de Il Quotidiano, andato in onda nell'edizione delle 19:00 di oggi, è già su You Tube sul canale "JBL Studio 47". 30.11.07 > 20:30 Cosa porterà il mese di dicembre agli amanti
della Televisione Svizzera? E cosa ci regalerà il prossimo anno? Qualcosa
forse bolle in pentola. Noi però non siamo usi a dire "gatto"
se già non l'abbiamo nel sacco. Pazienteremo ancora un po' e poi si
vedrà. Siamo stati silenziosi in questi ultimi mesi, ma ciò non
significa che dietro le quinte del web noi si sia rimasti in panciolle ad
aspettare con passività il corso degli eventi. DaxMedia 4 Rtsi non
ha perso l'entusiasmo e la voglia di comunicare. Ci siamo. E pure voi,
stando alle vostre e-mail... In tanti avete continuato a scriverci e
questo l'apprezziamo molto. Presto pubblicheremo tutti i vostri
contributi. Noi su queste pagine torneremo a rileggerci presto. 10.06.07 > 23:00 Il titolo del convegno, svoltosi questa mattina all'interno della manifestazione varesina "Insubria Terra D'Europa", era "Che fine ha fatto la Televisione della Svizzera Italiana? Cronaca di una sofferta scomparsa e di un attesissimo ritorno". Lo stand allestito in Piazza Monte Grappa era gremito. I componenti l'incontro, di tutto rispetto. Tra questi anche Maurizio Canetta, responsabile dei programmi di attualità della Tsi, e Attilio Fontana, Sindaco di Varese. Tra il pubblico, anche noi di DaxMedia. Se certamente lodevole è stata l'idea di organizzare, a quasi un anno dalla scomparsa della Tsi in Italia, un incontro su un tema ancora così sentito da tanti lombardi, di certo limitato è stato tuttavia il valore aggiunto che l'incontro stesso ha rappresentato sul virtuale piatto delle novità. Ce lo aspettavamo. Si è comunque parlato di Insubria e dell'importanza di una televisione che la rappresenti; di Tsi e di cosa questa abbia significato negli ultimi quarant'anni per la cultura della nostra regione; delle attuali difficoltà di ricezione al di qua del confine; delle possibili soluzioni per tornare a riceverla. Nulla che già non si sapesse, però. Il convegno non è stato inoltre privo delle due o tre imprecisioni concettuali sulle quali da luglio 2006 noi di DaxMedia, nel nostro piccolo, cerchiamo di far luce. Un solo concetto è stato - ahinoi - assai chiaro, e cioè che la Tsi, seppur col rammarico di tutti, svizzeri e italiani, non tornerà facilmente dalle nostre parti. Che ci piaccia o no, anche se questa emittente è stata per parte della quotidianità di molti un riferimento più o meno imprescindibile delle serate televisive, le cose non cambieranno: il Ticino continuerà a ricevere i segnali italiani, l'Italia non riceverà più la Tv Svizzera. Una non reciprocità che non comprenderemo mai fino in fondo. Due cose abbiamo tuttavia apprezzato: la confortante quantità di persone che ha presenziato all'evento e, nondimeno, la calorosità con la quale è stato accolto - da pubblico e relatori - l'intervento di Dario Dossena a chiusura dell'incontro, nello spazio riservato alle domande del pubblico. Piccole soddisfazioni che ci confermano che la nostra iniziativa continua ad avere un suo senso, una sua dignità e parecchia gente disposta ad appoggiarla. E per questo ringraziamo. 07.06.07 > 18:00 Per sei mesi ci siamo illusi che fosse ritornata per restare; e invece no. Non stiamo certo parlando della Tsi, grande assente ormai da quasi un anno, bensì di France 2, il secondo canale del servizio pubblico francese improvvisamente riapparso in tutta Italia lo scorso dicembre, grazie al digitale terrestre di All Music, e rimosso stamane dagli schermi per lasciare (definitivo?) spazio a France 24. Questo rimpiazzo, in realtà nell'aria già da qualche tempo, non ci convince. Di un canale straniero di sola informazione quale France 24 non ne avevamo francamente bisogno, soprattutto se il suo sbarco ha oscurato una tv che ormai rappresentava l'ultimo baluardo di un'offerta democratica che oggi latita. Una volta potevamo decidere dove guardare un evento sportivo e a quale commentatore affidare le nostre orecchie. Rai? Tsi? Capodistria? Montecarlo? Antenne2? C'era spesso l'imbarazzo della scelta. Stiamo parlando di preistoria, è vero, ma una preistoria che non era poi così male, pur con tutte le sue genuine approssimazioni. Oggi, invece, c'è solo da augurarsi che il programma che vogliamo seguire non sia unicamente esclusiva della tv a pagamento... In questo nuovo millennio le distanze si accorciano, i confini geografici tendono a scomparire, ma paradossalmente la televisione, certo sempre più ricca di canali, si chiude in se stessa e propone meno cose di quanto non si creda. Non passi lo straniero, insomma... Sappiamo perfettamente che oggi tutto è ovunque regolato da ferree restrizioni imposte dai diritti di diffusione. Ne prendiamo atto, eppure ci sentiamo di esprimere il nostro rammarico nei confronti di una situazione televisiva che potrebbe essere diversa, migliore, più libera. Quello che tempo fa scrivemmo circa la Tsi si applica anche alla tv francese: un canale come France 2, con il suo variegato palinsesto generalista, arricchiva l'offerta del nostro già claudicante digitale; una rete come France 24 - consentiteci l'estremizzazione espressiva - lo banalizza. Quanti si metteranno davanti al video a guardare i suoi tg? Purtroppo, finché la nostra offerta Dvb-T proporrà France 24, Cctv9 (peraltro già sparita da qualche mese), La Chaine Info (anch'essa scomparsa da tempo), Bbc World, sorgerà spontanea in molti di noi la sensazione che queste "ospitate" - benché di tutto rispetto, ci mancherebbe - siano più dei cortesi riempitivi, che un vero valore aggiunto per la nostra bella televisione italiana. 06.06.07 > 00:30 Novità sul fronte Tsi? In uno scenario dove il silenzio ed il nulla imperano purtroppo intorno alla sofferta questione Tv Svizzera in Italia, un convegno - previsto a Varese la prossima domenica all'interno della corposa e variegata manifestazione "Insubria Terra D'Europa" - potrebbe risultare, se non forriero di speranze certe, perlomeno di stimolo a nuove riflessioni sull'argomento. Piazza
Monte Grappa "Che
fine ha fatto la Televisione della Svizzera Italiana ? DaxMedia 4 Rtsi farà il possibile per esserci 23.05.07 > 18:00 Non c'è molto da dire da un po' di tempo sul discorso Tv Svizzera al di qua del confine. Dallo scorso 25 gennaio, data in cui è stato ufficialmente accantonato - forse per sempre - il preannunciato e tanto atteso progetto "Tsi Italia", tutto è tranquillo: la Televisione Svizzera produce quanto mai oggi programmi di qualità; la Lombardia ed il Piemonte continuano a non riceverla; qui e là qualche fortunato utente sintonizza il segnale elvetico in favorevoli ma sporadiche zone d'ombra sul canale 57; Milano centro è del tutto tagliata fuori ed il prezioso canale 39 è ormai inservibile. Che dire.. Lo scenario non è certo dei più consolanti. DaxMedia 4 Rtsi non cessa di perorare la buona causa. Fosse anche al vento. Già noto ai più: da qualche mese lo slot riservato dalla Rai alla cinese Cctv9, nell'offerta digitale terrestre del servizio pubblico, è stato rimpiazzato da un monoscopio a barre colorate e non trasmette più nulla.... 12.12.06 > 01:10 Non sarà forse la notizia più attesa in assoluto dai lettori di questo sito, ma è comunque un segno eloquente di come le belle cose televisive a volte ritornino. Per di più quando meno lo si aspetta: dopo lungo tempo dalla sua scomparsa dal territorio italiano (eccezion fatta per Roma e parte del Lazio, che mai ne rimpiansero la scomparsa) France 2 è tornata inaspettatamente sugli schermi di casa nostra. Il digitale terrestre di All Music (canale 51 a Milano) offre da qualche ora - in uno slot dedicato - la programmazione del secondo canale del servizio pubblico francese. I cari colleghi dell'Osservatorio Radio Tv scrivono, a ragione, che l'operazione del gruppo L'Espresso è probabilmente la più brillante finora mai condotta sul digitale terrestre italiano. Finalmente - aggiungiamo noi - un buon motivo per munirsi di decoder Dvb-T. La sparizione di France 2 da Milano e Lombardia risale ormai a qualche anno fa, quando la rete italiana che la ripeteva ufficialmente da quasi trent'anni fu tristemente venduta alla tv veneta Serenissima, ribattezzata poi Canale Italia. Il cambiamento aveva sollevato una massiccia protesta da parte di migliaia di appassionati della tv francese (si aprì persino un sito all'uopo), che non gradivano il rimpiazzo con un ennesimo canale privato infarcito di televendite per più parte della giornata. Con la rentrée di France 2 - speriamo per lungo tempo - torniamo ad auspicare che un giorno possa succedere qualcosa di simile per la tanto rimpianta Tsi1. Non sarà facile, ormai ci si sta abituando all'idea; ma il progetto perlomeno del "Best of Tsi" ben si affiancherebbe a questo gradito ritorno français. Al prossimo aggiornamento, con un grazie di cuore di continuare a leggere le nostre pagine pro Tv Svizzera con sempre tanta partecipazione. 23.11.06 > 01:25 A più di centoventi giorni da quel fatidico 24 luglio, Lombardia e Piemonte non smettono di rimpiangere la Svizzera e di sperare. Lodevoli tv locali che si industriano a ripetere il segnale svizzero; coloro che hanno perso la Tsi e non la ritrovano neppure con sofisticati accorgimenti tecnici; quelle fortunate - poche - aree del nord, qui e là a macchia di leopardo, che il digitale Srg Ssr riescono ancora a captarlo. Ecco tre sfaccettature della stessa realtà: lo spegnimento degli impianti che garantivano la ricezione oltreconfine "della Uno" ha scombussolato l'equilibrio televisivo di molti utenti della famigerata scatola luminosa. All'orizzonte - lo sappiamo
ormai da tempo - nessuna novità confortante. Il best of Tsi
latita. Nel frattempo qualcuno si consola
accendendo il computer e guardando in streaming il tg elvetico nella
nanofinestra del proprio real player. Boh. 16.11.06 > 14:15 Finché dura, godiamocela; è sempre meglio di niente. E' non senza un filo di cautela che vogliamo aprire questo breve aggiornamento. La notizia è questa: la Tsi1 sarebbe "parzialmente tornata" a riceversi a Milano. Più esattamente Video Star, emittente privata a copertura semiregionale che trasmette anche sul capoluogo lombardo sul canale 61, si collega con la Tsi in alcuni orari della giornata (tra questi il secondo pomeriggio). Il sito internet della tv di Treviglio ancora non ne darebbe notizia nella pagina programmi, ma è inequivocabile che alcune trasmissioni svizzere stiano attualmente comparendo sulle sue numerose frequenze. I lettori delle nostre pagine
conoscono bene le nostre perplessità circa la riproposizione - oltretutto
parziale e frammentaria - del segnale Tsi da parte di terzi. Restiamo
comunque alla finestra e vediamo cosa accade. 14.11.06 > 00:50 Come da noi stessi preannunciato, riportiamo con piacere nella pagina "Documenti ed Articoli" l'approfondimento pubblicato il 30 ottobre scorso dal Corriere del Ticino inerente alla questione Tsi in Italia a cento giorni dallo spegnimento del 24 luglio scorso. Un sentito ringraziamento per
la considerazione a Simone della Ripa ed all'intera redazione del
quotidiano per averci nuovamente interpellato. 01.11.06 > 12:50 A ormai ormai cento giorni dal "D-Day", l'argomento Tsi e sua ricezione nelle zone d'Italia raggiunte dal segnale elvetico fino allo scorso 24 luglio, non cessa di interessare i media e soprattutto la carta stampata. In questi ultimi giorni due quotidiani - Il Corriere del Ticino, già nostra cordiale conoscenza, e La Provincia di Varese - hanno dato ampio spazio alla tuttora irrisolta questione, facendo un bilancio a tre mesi dal passaggio al digitale, approfondendo ulteriormente il discorso e interpellando anche noi di DaxMedia. Ringraziando di cuore le due testate per la considerazione, ci ripromettiamo di riportare quanto prima i due articoli sulle nostre pagine. 09.10.06 > 02:20
E' questa volta la testata La Regione Ticino (www.laregione.ch),
e nello specifico Luca Berti, a dedicare un ampio articolo sugli argomenti
DaxMedia 4 Rtsi, Tsi nel nord Italia e conferenza di Ginevra. A Luca Berti la nostra stima e simpatia. 26.09.06
> 00:30 Non aggiungiamo purtroppo nulla a quanto già è noto. La Tsi è scomparsa dal nord Italia (e da tutti - o quasi - i nostri settimanali di programmi tv!) e sono in tanti ancora a scriverci per sapere quando tornerà a vedersi, quando i televisori lombardi e piemontesi si riaccenderanno con Paganini, Falò, Storie, il Telegiornale Tsi, il Quotidiano, Buonasera, Scacciapensieri. Insomma, pochi si rassegnano. C'è chi vive questa disattivazione con sgomento, chi invece con rabbia; c'è addirittura chi considera lo spegnimento del canale 36 quasi come un tradimento, un insensato abbandono che, a volerlo, si poteva evitare. Una cosa è certa: la perdità
della Tsi ha lasciato un vuoto che - opinione comune - nessuno si
meritava. 29.08.06
> 17:55 Siamo sempre stati gente ottimista noi di DaxMedia 4 Rtsi. Continueremo dunque così, pronti a riportarvi primizie e notizie nel momento in cui ce ne fossero. Come sempre, un grazie a tutti per il sostegno anche in queste settimane di quasi-riposo agostano. 02.08.06
> 11:45 La ragione di quanto sosteniamo è semplice: i canali H e 36, ufficialmente liberi al di qua e al di là del confine per via dell'accordo bilaterale Italia-Svizzera del 1994, sono stati spenti; ora restano dunque attivi in digitale il 39 e il 57, che però in Lombardia e Piemonte sono storicamente occupati da emittenti italiane. Già solo da questo si evince che la ricevibilità del digitale Tsi non può essere così semplice.
Analizziamo nel dettaglio il canale 39, che è utilizzato da Mediaset quale impianto
principale per il suo digitale terrestre; trasmette dalla storica ed ormai
consolidata postazione di Valcava, quota 1400 metri circa sulle alture al
confine tra il lecchese ed il bergamasco; ottima copertura della Pianura
lombarda con un servizio che, a mo' di virtuale cono radioelettrico,
include un'area che ad ovest arriva fino al novarese, a sud fin quasi a
Parma, a est fino alla provincia di Brescia. Su questo 39 - salvo per
qualche condominio sufficientemente schermato verso Valcava e aperto in
direzione Svizzera - il segnale elvetico non arriva più, a meno di non risiedere
nell'immediata fascia di confine. Siamo i primi a comprendere le
ragioni e la necessità di questa innovazione da parte della Srg Ssr Idée
Suisse. La Svizzera è sempre stata avanti tecnologicamente e il passaggio
definitivo al digitale ha tutta la nostra comprensione, il nostro plauso e
la nostra stima. Ci siamo infatti appellati al mantenimento del canale 36
(in toni sempre civili e pacati) non in quanto segnale analogico da
preservare, ma in quanto frequenza ufficialmente libera in Ticino e in
Lombardia che è sempre stata facile sintonizzare con qualsiasi antenna
già orientata verso le montagne comasche. Dunque, in questa giungla di segnali non è oggi così semplice ricevere il bouquet Srg Ssr. Questo non siamo soltanto noi a dirlo; per due utenti che lo ricevono ancora, almeno otto l'hanno perso. La stessa Televisione Svizzera ha comunicato che gli spegnimenti dei canali H e 36 lasciano Lombardia e Piemonte perlopiù scoperte. Insomma, noi non dubitiamo che i residenti in Brianza o a Milano, dei quali si fa cenno nell'articolo in questione, stiano continuando a ricevere i programmi della Svizzera; ci permettiamo di dubitare però che la ricezione sia alla portata di un abitante su due, e soprattutto che avvenga da trasmettitori elvetici; ipotizziamo piuttosto la fruizione attraverso l'offerta digitale terrestre di due o tre editori locali lombardi che includono la Tsi nel loro multiplex. A queste emissioni noi di DaxMedia 4 Rtsi non abbiamo mai riservato volutamente molto spazio sul nostro sito, non già perché non siano proposte tv degne di considerazione, ma semplicemente in quanto, non trattandosi di trasmissioni provenienti direttamente da oltreconfine, bensì di una scelta editoriale puramente locale, le stesse potrebbero sparire da un giorno con l'altro ed essere rimpiazzate da un'offerta diversa. In conclusione, se dunque il decoder di casa vostra sintonizza ancora la Tsi e non abitate lungo la fascia di confine, provate a controllare il canale di trasmissione accedendo al menu installazione. Se vi compare "39" o "57" e non avete modificato in alcun modo il vostro impianto d'antenna, ritenetevi fortunati. Se invece vi compaiono altri canali (magari il "25", oppure il "58", o ancora il "9" o il canale "H1") godetevi la Tsi finché dura; magari per sempre, magari qualche mese. A tutti coloro che sono arrivati a leggere fin qui, un grazie e le nostre scuse se siamo stati forse verbosi, ma quando ci imbattiamo in un'informazione inesatta in merito ad un argomento sul quale, onestamente, ci sentiamo più che ferrati e, soprattutto, che chiama direttamente il nostro nome in causa con tanto di "aperte virgolette", ci si spalanca la porta delle parole. In più di sette anni di presenza in internet, percorrendo una filosofia operativa secondo la quale trattiamo solo ciò di cui abbiamo cognizione di causa, pensiamo che quanto scriviamo sia abbastanza affidabile. Crediamo che il contatto quasi quotidiano con editori radio tv, con colleghi giornalisti che spesso ci interpellano su argomenti del settore, con tecnici o anche solo con semplici appassionati del mezzo sia cordiale conferma che, fondamentalmente, stiamo facendo nel nostro piccolo delle buone cose. Grande stima alla Tsi. 26.07.06
> 02:00 Addio
36 è uguale ad addio Milano! Milano. Ore
12.30. Corso Buenos Aires. Poco più di un’ora dal Ticino. Siamo a casa
di Dario Dossena, con Andrea Lombardo, suo socio di Dax Media, il portale
internet di radio e televisione che civilmente – e tanto – si è
battuto in Italia per il mantenimento della TSI in chiaro. Sono le 12.42.
La meteo elvetica annuncia calore e qualche debole piovasco. Seduti sul
divano, telecomando e pochi commenti, aspettiamo la fine del segnale.
Eccola: 12.48. Milano, la Lombardia e il Piemonte non hanno più,
nell’etere, la TSI. Dossena, e
adesso? Il Nord Italia resterà definitivamente senza Televisione
svizzera? Qualcuno
sostiene però che le attuali frequenze digitali della Tsi sono ricevibili
anche in Italia. Cosa ne pensate? Tanto lavoro
e tanto rumore per nulla, Dossena? NOVE
MESI TEMPESTATI DALLE E-MAIL IL
COMMENTO 24.07.06
> 12:50 Intanto, non perdiamoci d'animo. L'abbiamo dichiarato tante volte: noi di DaxMedia 4 Rtsi siamo gente ottimista, e pertanto confidiamo che presto accada qualcosa di buono, che consenta ai telespettatori italiani della Tsi di non rimpiangere i suoi programmi per troppo tempo. La Srg Ssr ormai sa bene cosa si provi da queste parti per la loro tv. Domani
ci troverete sul Corriere del Ticino in uno speciale dedicato a
questa piccola tv che piace alla grande anche al di qua del confine. Ne
approfittiamo per salutare e ringraziare la redazione della testata per la
piacevole collaborazione odierna. 22.07.06
> 18:45 <<Lugano non racconterà più Milano. La Svizzera spegne la tv sconfitta da Rai e Mediaset (Luigi Bolognini) Tsi con Capodistria e Tmc
aveva incrinato il monopolio Rai e conquistato 500mila spettatori. Oggi si
rifugia nel digitale. 17.07.06/19.07.06
> 18:30 articolo tsi de La Provincia - parte 1 articolo tsi de La Provincia - parte 2 articolo tsi de La Provincia - parte 3
14.07.06
> 14:30 2) I
segnali elvetici sono sempre giunti in Italia per sforamento e non per
concessione. SBAGLIATO. Il canale 36 di Castel San Pietro e, in misura
più ridimensionata, il canale H di Monte San Salvatore, attraversano
volutamente i confini a seguito di un preciso accordo tra gli organi
competenti di Italia e Svizzera avvenuto nel 1994. Digitale
terrestre inizia il countdown Orfani involontari cercano soluzioni di
ripiego 07.07.06
> 20:30 Lo hanno
comunicato numerosi organi di stampa elvetici, nonché la stessa Tsi nel Telegiornale
notte delle 23:00. Tra i siti web che hanno affrontato l'argomento
segnaliamo il portale delle autorità federali svizzere (nello specifico,
al link che segue: www.admin.ch/aktuell/00089/index.html?lang=it&msg-id=6088) Tra pochi giorni, il prossimo 24 luglio, la Televisione Svizzera - nel suo passaggio definitivo al digitale terrestre - spegnerà la sua rete di impianti analogici, scomparendo di fatto (salvo novità dell'ultimo minuto) dalle aree lombarde e piemontesi che per tanti anni l'hanno potuta sintonizzare con facilità. Secondo il piano di spegnimento, i due trasmettitori di Castel San Pietro (canali 36 e 56) e di Monte San Salvatore (canali H e 60) verranno disattivati alle 12:45 dell'ora di pranzo. Ulteriori dettagli sul sito internet www.televisionedigitale.ch. 06.07.06
> 18:00 Ringraziamo Gianluca da Rho (MI) per la preziosa collaborazione:
Intanto prosegue inesorabile il conto alla rovescia allo scadere del quale - il 24 luglio - la Televisione Svizzera, nel suo passaggio definitivo al digitale terrestre, spegnerà gli impianti analogici, scomparendo di fatto (salvo novità dell'ultimo minuto) dal territorio di Lombardia e Piemonte. E' stato stabilito l'esatto orario di disattivazione degli impianti: per le postazioni di Castel San Pietro (canali 36 e 56) e Monte San Salvatore (canali H e 60) si parla delle 12:45, proprio immediatamente dopo il telegiornale dell'ora di pranzo. Maggiori dettagli sul sito www.televisionedigitale.ch. 28.06.06
> 17:00 Comunque siano andate le cose, comunque andranno, noi di DaxMedia 4 Rtsi - grazie soprattutto all'appoggio ed all'entusiasmo di un numero incredibile di lettori (tra internauti, tecnici, appassionati, testate giornalistiche italiane e straniere, emittenti radiofoniche), - siamo convinti di aver fatto un dignitoso lavoro di comunicazione. Fin dal primo giorno (da quell'ormai lontano 6 dicembre scorso, quando attivammo on line la nostra operazione no-profit), non ci siamo mai fatti particolari illusioni; una razionalizzazione del parco impianti, quale quella elvetica di passaggio al digitale terrestre, viene oculatamente analizzata e pianificata dagli organi preposti con largo anticipo sui tempi di operatività. Certamente un vivace appello da parte di una fetta di ascoltatori italiani - per quanto fedele, ingente ed intelligente - non è così potente da cambiare i giochi in corso. Tutto questo, però, non cambia secondo noi il valore dell'operazione stessa: chiara, trasparente, senza secondi fini. Ci siamo appassionati e divertiti tra email, editoriali, novità ed aggiornamenti; e, comunque sia, continueremo a stimare immensamente le televisioni Srg Ssr Idée Suisse oggi domani e persino dopodomani, in quanto oggettivamente l'unica realtà in grado di tener testa al variegato panorama tv italiano. La nostra intenzione è restare sul web, prima e probabilmente anche dopo il 24 luglio. Restateci anche voi. Più siamo, meglio sarà. 09.06.06
> 21.06.06/12:15 Per quanto di nostra conoscenza, non riteniamo che la questione "possibilità di ricevere o non ricevere la Tsi" sia subordinata al varo di nuove normative riguardanti il digitale terrestre in Italia. La questione è di gran lunga molto più semplice: dal 24 luglio la Lombardia perderà la Tv Svizzera non già perché la tv di stato elvetica abbandonerà il sistema analogico, ma semplicemente perché spegnerà l'unico impianto che raggiunge ufficialmente l'Italia e i 430.000 ascoltatori della Tsi, e veicolerà i suoi segnali solo sui canali 39 e 57 che, nella Pianura lombarda, sono appannaggio storico di televisioni italiane. Quand'anche nel nostro paese venisse dunque emanata una nuova normativa per regolamentare il Dvb-T, il canale 39 e il canale 57 continuerebbero ad essere eserciti da editori italiani nel pieno rispetto della legge, e la Tv Svizzera continuerebbe a non riceversi. La ragione per cui la Tsi si è vista a Milano negli ultimi undici anni è semplicemente perché - a fronte del noto accordo del 1994 - i suoi programmi sono stati veicolati su una frequenza concordata da entrambi i paesi: su quel canale 36, cioè, che risultava sufficientemente libero da altri segnali sia sul territorio svizzero che sul territorio lombardo. Spegnendo il 36 si spegne purtroppo la Lombardia. Se questo 36 venisse digitalizzato al pari di altri canali elvetici, i milanesi e il nord-Italia continuerebbero a sintonizzare Tsi1 senza alcuna difficoltà. I canali 39 e 57, più locali e ormai poco - o per nulla - fruibili dal pubblico lombardo, continuerebbero a veicolare i quattro canali previsti dall'offerta Srg Ssr; il 36, più performante e potente, irradierebbe invece in Dvb-T la sola Tsi1, salvaguardando così quei programmi esclusivi (di sport e cinema) che Tsi2 non potrebbe mai offrire - per ovvie ragioni di diritti - al di qua del confine. Comunque vadano le cose, qualunque cosa accada dopo la fatidica data del 24 luglio 2006, non potremo certo dire di non aver averci provato tutti insieme. 04.06.06/15:05
Dallo scorso
primo giugno, nelle ore del mattino e primo pomeriggio, questo avviso
elettronico appare in sovraimpressione sul canale 36 di
Tsi1 da Castel San Pietro. Anche il
canale H di Monte San Salvatore ripropone il medesimo messaggio. Il
Telegiornale elvetico del 30.11.94 (vedasi il nostro archivio audio)
dichiarava che, dopo diciotto anni di assenza dalla Lombardia e dopo sette
anni di intense trattative con le autorità italiane, la Tsi tornava
finalmente e ufficialmente a riceversi in una buona fetta della nostra
Italia. Noi di DaxMedia 4 Rtsi ricordiamo molto bene che pure il
Palazzo Svizzero di Via Palestro/Piazza Cavour a Milano, in occasione di
quell'evento, aveva allestito una grande vetrina con un televisore
sintonizzato sulla Tsi e un'altrettanto gigante scritta apposta in bella
vista che recitava qualcosa tipo: "Tsi, finalmente a Milano sul
canale 36". In quei giorni ne parlarono anche i giornali. Non era
certo una cosetta da poco. Comunque vadano le cose, non potremo certo dire di non aver averci provato tutti insieme. 02.06.06/10:30 01.06.06/14:30 23.05.06/13:25 19.05.06/00:55 18.05.06/01:50 17.05.06/01:45 04.05.06/01:10 21.04.06/18:00 Nulla si chiarisce però in merito alla situazione del canale 36. La risposta, di certo esauriente sotto molti punti di vista, non fa purtroppo luce - al punto 3 - sulla questione che più sta a cuore a noi italiani, e cioè il fatto che il canale 36 di Castel San Pietro, se non sarà convertito al digitale ma, al contrario, completamente disattivato, lascerà scoperta quell'ingente fetta della Lombardia (Milano in primis) che segue regolarmente la Tsi1 da più di dieci anni. C'è una porzione della risposta, soprattutto, dalla quale tristemente si evincerebbe una scarsa conoscenza del problema a monte: <<[...] la campagna informativa a favore del digitale terrestre che la SRG SSR Idée suisse ha lanciato a partire dal mese di febbraio in vista dello spegnimento definitivo del vecchio segnale analogico nell’estate prossima toccherà, di riflesso, anche i telespettatori italiani attuali in modo che anch’essi possano adeguarsi. La Regione Insubrica a conclusione dei diversi incontri avuti negli scorsi mesi ha promesso di appoggiare questa campagna, mentre le autorità italiane annunciano pure il rafforzamento della campagna per la digitalizzazione delle regioni italiane, cosa che dovrebbe progressivamente portare gli utenti sul lato italiano a dotarsi di ricevitori digitali. D’altro lato per gli utenti sul lato svizzero questo significherà ricevere in digitale terrestre anche le emittenti RAI e Mediaset, rafforzando così questa modalità di ricezione televisiva che è finanziariamente vantaggiosa>>. Noi di DaxMedia 4 Rtsi ne stiamo parlando da mesi: non si tratta di sensibilizzare il telespettatore italiano circa gli indiscutibili vantaggi della tecnica Dvb-T. Lombardi e piemontesi potranno anche dotarsi quanto prima di un decoder digitale terrestre, ma se il canale 36 di Castel San Pietro verrà definitivamente spento non si potrà sintonizzare più la Tsi comunque. I canali 39 e 57, sui quali è attualmente veicolato nel Canton Ticino il bouquet numerico Srg Ssr, sono e saranno sempre difficoltosi da sintonizzare al di qua del confine; queste frequenze sono ufficialmente occupate da editori italiani che le eserciscono da sempre e che continueranno logicamente a farlo anche il giorno in cui pure in Italia avverrà lo switch-off definitivo dell'analogico. Insomma, a meno di un vero e proprio miracolo, in Italia su questi due canali non ci sarà mai molto spazio per il segnale elvetico. La "Svizzera" vuole tutto questo? La "Svizzera" vuole perdere Milano? Noi crediamo di no. Auspichiamo dunque di cuore che la società elvetica di radiotelevisione continui a diffondere il suo segnale a Milano e lungo la fascia di confine servita oggi dal canale 36. Solo il 36 è sufficientemente libero al di là e al di qua del confine. Solo il 36, opportunamente digitalizzato, può garantire la sicura continuità della ricezione di Tsi a Milano e in Lombardia dopo il 24 luglio. Senza il 36 Milano non avrà più nessuna Televisione Svizzera da sintonizzare. Chi non pensa che le cose stiano così è invitato a leggere un'altra volta il nostro editoriale ed il relativo comunicato stampa. Ecco il link: http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/interrogazioni/risposte/r22.06.htm 30.03.06/12:55 Tra gli amici di DaxMedia 4 Rtsi c'è, per l'appunto, Carlo, un lettore di Milano che vogliamo ringraziare di cuore per la "testimonianza audio" fornitaci, una serie di preziose chicche storiche che rendiamo disponibili progressivamente da oggi nel nostro archivio audio. Se questo non è affetto nei confronti della Tsi, cos'altro è? 22.03.06/01:50 27.02.06/15:00 a) L'impianto sul 39 ha una copertura volutamente precaria al di qua del confine; lo stesso ufficio tecnico di Zurigo parla di "copertura sfrangiata" verso l'Italia per non interferire sui segnali di casa nostra; b) Sintonizzare il 39 (sempre che risulti possibile) implica adattare l'impianto d'antenna alla polarizzazione verticale, cosa non sempre facile per un condominio; c) Soprattutto, ci appelliamo al mantenimento del 36 e alla sua conversione al Dvb-T poiché tra qualche mese la ricezione in Lombardia del 39 sarà ancora più difficoltosa, per non dire impossibile, a meno di non risiedere nelle immediate aree di confine. Le ragioni: con la futura partenza del Dvb-H Mediaset per la tv sui telefonini, abbiamo ragione di pensare che su questa frequenza non ci sarà acceso un unico tx 39 da Valcava (oggi esercìto da Sportitalia in analogico); per garantire la massima copertura della tv sul telefonino anche in ambienti chiusi, potenzialmente qualunque traliccio di impianti cellulari allestito sui tetti degli immobili potrebbe prossimamente ospitare un microimpianto Dvb-H di sostegno modulante sul 39. Un microtx Dvb-H potrebbe dunque trovarsi presso l'antenna di cellulari che abbiamo sul nostro tetto, oppure sulla casa di fronte alla nostra, oppure -ancora- su un palazzo più lontano ma geograficamente posizionato tra l'antenna di casa nostra e la Svizzera. Ecco perciò perché siamo "pro 36". Ci auguriamo dunque che la Srg Ssr non dimentichi la vicina Italia e i quattrocentomila spettatori che attualmente in Lombardia si sintonizzano sul canale 36 per seguire i programmi svizzeri. Al di là di ogni auspicabile progetto "Best Of Tsi" che potrebbe fare la sua comparsa nell'offerta digitale terrestre Rai o Mediaset, il telespettatore lombardo chiede - in primis - che sia preservato ciò che già esiste, e cioè la continuazione dell'operatività (opportunamente convertita in digitale) del tx 36 di Castel San Pietro, giorno e notte l'unica assodata finestra sul Ticino. Da undici anni in Lombardia è possibile sintonizzare, in modo del tutto ufficiale ed autorizzato, la Tsi1. Abbandonare questa frequenza sarebbe incongruente con tutto ciò che la Tsi rappresenta storicamente e culturalmente per il pubblico lombardo. Che la Tsi affitti quattro ore quotidiane di spazio sul digitale altrui; che la stessa un giorno renda disponibile “in chiaro” una parte della sua programmazione via sat da Hot Bird; che venga magari siglato un accordo con alcune emittenti locali italiane per una parziale ritrasmissione del segnale; che il singolo teleutente decida di investire tempo e denaro in complessi e precari sistemi d'antenna per riuscire a captare sulla pianura lombarda l’instabile 39 o l'altrettanto difficoltoso 57; che tutto questo dunque avvenga o no, il 36 di Castel San Pietro (analogico o digitale che sia) è da dieci anni una realtà. Chiudere il canale e non convertirlo al digitale significherebbe spalancare un vuoto televisivamente incolmabile. Il caso Tsi in Italia non finisce comunque di suscitare interesse, non solo qui, ma anche tra i media. Il paventato spegnimento del canale 36 di Castel San Pietro e la futura scomparsa della televisione svizzera in Italia restano oggetto di attente analisi e valutazioni oltre confine. La partita, dunque, potrebbe essere ancora aperta. Riportiamo quanto pubblicato, in data 22.02.06, alle pagine 541 e 545 del servizio teletext di Tsi 1 e Tsi 2. Non si fa riferimento, nello specifico, al canale 36; tuttavia si tratta di una notizia di sicuro impatto.
27.02.06/13:12 Questo è quanto è stato pubblicato, perlomeno al momento del presente upload, alle pagine 541 e 545 del teletext di Tsi 1 e Tsi 2. Non si fa riferimento, nello specifico, al canale 36; tuttavia si tratta di una notizia di sicuro impatto. Ringraziamo Andrea di Turate (CO) per la pronta segnalazione al nostro indirizzo di posta elettronica.
Approfittiamo di questo aggiornamento anche per segnalare (nella pagina "Chi ci ha scritto") la pubblicazione di un contributo prestigioso, il prezioso intervento di un personaggio che è indiscutibilmente parte imprescindibile della storia della televisione italiana: Ettore Andenna. Da noi di DaxMedia 4 Rtsi, un grande grazie. 23.02.06/01:37 Ringraziamo coloro che hanno interagito fino ad oggi e chi continuerà a farlo anche in futuro, in attesa di (speriamo!) buone nuove sulla questione spegnimento 36. Ciò che auspichiamo è che tra i corridoi della Srg Ssr, ci sia ancora qualche margine di “elasticità” in merito a questa temuta disattivazione. Dallo scorso dicembre riceviamo consensi, opinioni, dimostrazioni di affetto verso la Tv Svizzera ed una significativa quantità di suggerimenti per il suo futuro in Italia, spontanei ed affettuosi pensieri in libertà che noi giriamo, virtualmente attraverso questo sito, a chi ci legge al di là del confine. Sono due i momenti sui quali si concentra il "succo" della nostra iniziativa: 1) Ci auguriamo che la Srg Ssr non dimentichi la vicina Italia e i quattrocentomila spettatori che attualmente in Lombardia si sintonizzano sul canale 36 per seguire i programmi svizzeri. 2) Saremmo certamente i primi a compiacerci dello sbarco di un canale "Best Of Tsi" su tutto il territorio italiano; ma non è questo il punto. Al di là di ogni auspicabile nuovo progetto pro Tsi, il telespettatore lombardo chiede - in primis - che sia preservato ciò che già esiste, e cioè la continuazione dell'operatività (opportunamente convertita in digitale) del canale 36 di Castel San Pietro, giorno e notte l'unica assodata finestra sul Ticino. Da più di dieci anni in Lombardia è possibile sintonizzare, in modo del tutto ufficiale ed autorizzato, la Tsi1. Abbandonare questa frequenza sarebbe incongruente con tutto ciò che la Tsi rappresenta storicamente e culturalmente per il pubblico lombardo. Pertanto è difficile immaginare soluzioni alternative che siano equipollenti all'attuale stato delle cose, e che possano compensare equamente questa purtroppo probabile perdita del canale 36 a partire dal prossimo luglio. Che
la Tsi affitti quattro ore quotidiane di spazio sul digitale altrui; che
la stessa un giorno renda disponibile “in chiaro” una parte della sua
programmazione via sat da Hot Bird; che venga magari siglato un accordo
con alcune emittenti locali italiane per una parziale ritrasmissione del
segnale; che il singolo teleutente decida di investire tempo e denaro in
complessi e precari sistemi d'antenna per riuscire a captare sulla pianura
lombarda l’instabile 39 o l'altrettanto difficoltoso 57; che tutto
questo dunque avvenga o no, non cambia però il punto di vista di molti:
il 36 di Castel San Pietro (analogico o digitale che sia) è da dieci anni
una realtà. Funzionante, autorizzata, apprezzata da più di
quattrocentomila lombardi. Chiudere il canale significherebbe aprire un
vuoto televisivamente incolmabile. 14.02.06/01:25 Ringraziamo tutti coloro che hanno interagito con noi fino ad oggi e chi continuerà a farlo nei giorni a venire. La nostra speranza è che il discorso “spegnimento 36” abbia ancora, tra i corridoi della Srg Ssr, qualche margine di “elasticità operativa”. In poco più di un mese abbiamo ricevuto consensi, opinioni, dimostrazioni di affetto e una quantità incoraggiante di suggerimenti per il futuro della televisione svizzera in Italia, spontanei pensieri in libertà che noi giriamo, virtualmente attraverso questo sito, a chi ci legge al di là del confine. A questo punto del nostro percorso, crediamo sia rilevante esprimere un paio di concetti riassuntivi: 1) Ciò che speriamo è che la Srg Ssr continui dunque a pensare alla vicina Italia, e non trascuri che attualmente in Lombardia più di quattrocentomila persone si sintonizzano sul canale 36 e seguono con simpatia ed intelligenza i programmi svizzeri. 2) Saremmo certamente i primi a compiacerci dello sbarco di un canale "Best Of Tsi" su tutto il territorio italiano; ma non è questo il punto. Al di là di ogni auspicabile nuovo progetto pro Tsi, il telespettatore lombardo chiede - in primis - che possa venir preservato ciò che già esiste, e cioè la continuazione dell'operatività (opportunamente convertita in digitale) del canale 36 di Castel San Pietro, giorno e notte l'unica assodata finestra sul Ticino. Da più di dieci anni in Lombardia è possibile sintonizzare liberamente (e in modo del tutto autorizzato, come ben sappiamo) la Tsi1. Abbandonare questa frequenza sarebbe incongruente con tutto ciò che la Tsi rappresenta storicamente e culturalmente per il pubblico lombardo. Pertanto è difficile immaginare soluzioni alternative che siano equipollenti all'attuale stato delle cose, e che possano compensare equamente questa purtroppo ormai probabile perdita del canale 36 a partire dal prossimo luglio. Che
la Tsi affitti quattro ore quotidiane di spazio sul digitale altrui; che
la stessa un giorno renda disponibile “in chiaro” una parte della sua
programmazione via sat da Hot Bird; che venga magari siglato un accordo
con alcune emittenti locali italiane per una parziale ritrasmissione del
segnale; che il singolo teleutente decida di investire tempo e denaro in
complessi e precari sistemi d'antenna per riuscire a captare sulla pianura
lombarda l’instabile 39 o l'altrettanto difficoltoso 57; che tutto
questo dunque avvenga o no, non cambia però il punto di vista di molti:
il 36 di Castel San Pietro (analogico o digitale che sia) è da dieci anni
una realtà. Funzionante, autorizzata, apprezzata da più di
quattrocentomila lombardi. Chiudere il canale significherebbe aprire un
vuoto televisivamente incolmabile. 02.02.06/01:25 Le seguenti pagine sono apparse sul teletext di Tsi1 a cavallo tra il 31 gennaio e il primo febbraio, e fanno luce (seppur non molta, in verità) sul possibile scenario televisivo dei prossimi mesi.
01.02.06/00:15 Ringraziamo Andrea da Turate per la preziosa collaborazione.
31.01.06/17:00 La comunicazione, come già scrivevamo, non dice molto più di quanto già si sapesse, se non la definitiva conferma che il 24 luglio prossimo avverrà l'ufficiale passaggio al digitale terrestre nel Ticino. Non si fa specifico riferimento al canale 36 Uhf, unica frequenza elvetica autorizzata a trasmettere sull'Italia, nonché elemento propulsore della nostra iniziativa "DaxMedia 4 Rtsi". Se ciò parrebbe dunque ufficializzare il futuro spegnimento del canale Tsi1 in Lombardia, ci riserviamo tuttavia di tornare nuovamente sul discorso quando saremo in possesso di qualche dettaglio in più al riguardo. Il comunicato stampa, reso disponibile inizialmente sul sito della Srg Ssr Idée Suisse, è ora consultabile anche sulle nostre pagine. Ringraziamo l'Ufficio Comunicazione della Rtsi. 31.01.06/13:20 La comunicazione non dice molto più di quanto già sappiamo, se non la definitiva conferma che il 24 luglio prossimo avverrà l'ufficiale passaggio al digitale terrestre nel Ticino. Non si fa cenno al canale 36, l'unico canale elvetico autorizzato a trasmettere sull'Italia, nonché elemento propulsore della nostra iniziativa "DaxMedia pro Rtsi". Parrebbe dunque certo che, tra poco più di cinque mesi, la Tsi cesserà di esistere in Lombardia. Riportiamo qui di seguito il comunicato stampa, attualmente disponibile sul sito www.srgssrideesuisse.ch, riservandoci di aggiornarvi ulteriormente non appena possibile: COMUNICATO STAMPA Il Cantone Ticino è la prima regione in Svizzera a compiere il passaggio definitivo dall’analogico al digitale terrestre. Il segnale analogico verrà spento il 24 luglio 2006 31.01.2006 Su incarico del Consiglio federale, la SRG SSR idée suisse sta allestendo una rete di trasmettitori digitali in tutta la Svizzera. Il 24 luglio 2006, il Cantone Ticino sarà la prima regione del Paese a ricevere i segnali TV esclusivamente in digitale terrestre; lo stesso giorno verrà spento il segnale analogico. Per continuare a guardare le reti televisive della SRG SSR via etere, occorre un piccolo apparecchio supplementare da istallare tra l’antenna e il televisore. La televisione digitale offrirà ai telespettatori ticinesi una miglior copertura del territorio, con un incremento qualitativo del suono e dell’immagine. La SRG SSR informerà la popolazione del Cantone nel quadro di una vasta campagna di comunicazione. Su incarico del Consiglio federale, entro il 2008 la SRG SSR idée suisse allestirà una rete di trasmettitori digitali in tutta la Svizzera. In aggiunta alla diffusione via satellite, dunque, la SRG SSR digitalizza anche la distribuzione via etere. Il Ticino è la prima regione del Paese che passa definitivamente alla televisione digitale terrestre (DVB-T ovvero Digital Video Broadcasting-Terrestrial), una tappa storica che migliorerà ulteriormente la ricezione: il DVB-T, tra le altre cose, veicola suoni e immagini con una qualità paragonabile a un DVD. Il 1° agosto 2003 era già stata attivata una rete di trasmettitori digitali che serve capillarmente tutti gli abitanti del Cantone. Il 24 luglio 2006 terminerà la fase del «simulcast», vale a dire la trasmissione in parallelo dei segnali analogici e digitali. Da quel giorno, in Ticino la TSI 1 e TSI 2 saranno recepibili via etere soltanto in digitale. Grazie al digitale terrestre, peraltro, in Ticino si potrà nuovamente captare SF 1 e TSR 1. I telespettatori, però, dovranno aggiungere un piccolo apparecchio (settop-box) tra l’antenna e il televisore. Il passaggio al DVB-T riguarda innanzitutto gli utenti ticinesi che guardano i programmi TV via etere, ma anche quei nuclei che possiedono un secondo o terzo televisore con un’antenna da interni (o incorporata all’apparecchio) e che non ricevono il segnale né via cavo né via satellite. Viceversa, per chi dispone di un allacciamento al cavo o di un impianto satellitare, non cambierà nulla. La SRG SSR ha previsto una vasta campagna per informare in anticipo gli abitanti del Ticino in merito ai prossimi cambiamenti. Entro il 2008 la SRG SSR coprirà tutto il territorio nazionale in digitale terrestre, spegnendo progressivamente, fino al 2009, il segnale analogico. Le singole regioni saranno informate per tempo. Troverete ulteriori informazioni al sito www.televisionedigitale.ch e nella nostra Newsletter. Simon
Meyer 31.01.06/00:05 In attesa dell'esito della conferenza stessa, segnaliamo un nuovo articolo pubblicato dal sito elvetico inforadio.ch: il parlamentare Lorenzo Quadri, deputato ticinese, ha inviato un'interessante interrogazione al Consiglio di Stato di Bellinzona. Tutti i dettagli direttamente cliccando qui. 30.01.06/22:30 Tutti i dettagli direttamente cliccando qui. Approfittiamo di questa pagina per ringraziare Sacha Dalcol di inforadio.ch e tutti gli organi di stampa italiani e svizzeri che stanno dando spazio alla nostra iniziativa. |
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