DaxMedia 4 Rtsi
presentazione dell'iniziativa
al suo nascere,
quali le speranze che poi il 24.07.06 furono purtroppo disattese
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Chi si ricorda com'era ordinato una trentina di anni fa il telecomando di un televisore milanese? Diciamo più o meno così: 1 - Rai Canale Nazionale Spesso sul posto di memoria 7 - se la si captava e soprattutto se c'erano sufficienti tasti! - ci si metteva Telealtomilanese. Dal numero 8 in poi poteva starci qualche altra tv locale oppure, se si era fortunati, la televisione svizzera tedesca e quella francese. Negli anni Settanta "la Svizzera" era insomma un'alternativa imprescindibile per gli italiani, non solo perché la scelta di canali a disposizione era assai limitata ma, soprattutto, perché quella tv apriva una sorprendente finestra sul mondo, con programmi di ottima qualità e - dettaglio non certo trascurabile per quei tempi - a colori. Alla Tsi ci si affezionò subito. Poi, verso la fine del decennio, quasi d'improvviso, la Svizzera scomparve dai teleschermi lombardi e piemontesi, travolti dal proliferare selvaggio dell'emittenza locale italiana. Non ci volle molto per capire il peso di questa perdita. Quindi, un gradito evento dalla portata storica: grazie ad un tanto auspicato accordo tra Italia e Comunità Elvetica, finalmente le trasmissioni di Tsi rientravano nell'offerta televisiva via etere di Milano e di parte della pianura lombarda. Dalla primavera del 1995, dunque, dopo circa tre lustri di assenza (eccezion fatta per le aree di confine che - buon per loro - mai si trovarono a rimpiangerne la scomparsa), il segnale della Tsi è tornato sintonizzabile sui teleschermi lombardi grazie al trasmettitore svizzero di Castel San Pietro, operativo sul canale 36 UHF. Interferenze permettendo, l'area geografica interessata include oggi, al di qua del confine, la province di Como e Varese, la Brianza, nonché la città di Milano fin quasi a Pavia e Cremona. Insubria e qualcosa oltre, insomma.
Da dieci anni "la Svizzera" è parte della nostra scelta televisiva quotidiana. Purtroppo, secondo quanto reso noto da un comunicato ufficiale diramato dalla Srg Ssr Idée Suisse - la società svizzera di radiodiffusione - dal 24 luglio 2006, a seguito del pianificato switch-off elvetico delle trasmissioni analogiche a favore del digitale terrestre, questo canale 36 verrà definitivamente spento, lasciando così un'ingente fetta della Lombardia (Milano compresa) priva del segnale svizzero. La cosa lascia disorientati, poiché si tratta dell’unico ripetitore che, dal 1995, effettua servizio autorizzato verso l'Italia, in virtù - come già accennavamo - di un preciso accordo tra le poste svizzere e quelle italiane stilato, per l'appunto, una decina abbondante di anni fa. A questo proposito, la storica testata “Millecanali” pubblicava, proprio nel mese di febbraio 1995, un dettagliato articolo sull'argomento (vedasi al proposito la sezione "documenti ed articoli" del nostro sito). A
far scattare questa iniziativa di sensibilizzazione è, anzitutto,
una serie di interrogativi spontanei: Qualche tempo fa, dall'ottimo help desk tecnico di Zurigo, ci venne comunicato che sul traliccio tv di Castel San Pietro già esiste una frequenza adibita al digitale terrestre, e cioè il canale 39; dunque il 36, se venisse convertito, sarebbe un duplicato. Ciò è vero - aggiungiamo noi - soltanto in parte, ed eccone le ragioni: nel 2004 la Srg Ssr accese un servizio Dvb-T sperimentale sul canale 39, per l'appunto dalla stessa postazione di Castel San Pietro. Questa emissione consiste in un multiplex comprendente quattro programmi: Tsi1, Tsi2, Sf1 (primo canale svizzero tedesco) e Tsr1 (primo canale svizzero francese). Se dunque la postazione di emissione è la medesima dalla quale proviene il canale 36, è però un dato di fatto acquisito (e soprattutto tecnicamente voluto) che l'area di copertura di questo specifico impianto irradiante sul canale 39 sia limitata a Chiasso e al Mendrisiotto. In buona parte della Lombardia questa frequenza (precedentemente di Sportitalia in tecnica analogica) è utilizzata dallo scorso 17 maggio da Mediaset per il suo digitale terrestre. Perciò l'emissione elvetica, eccezion fatta per le più immediate aree di confine (tra l'altro, le antenne riceventi devono essere ruotate di 90° poiché l'emissione è polarizzata in verticale) non è in alcun modo sfruttabile dagli utenti italiani. L'appello di cui, da questo sito internet, ci facciamo sinceri ambasciatori (del tutto disinteressatamente e senza alcuno scopo di lucro) presso la Srg Ssr e le autorità italiane e svizzere chiamate in causa, è che non si disattivi questo storico canale 36 di Castel San Pietro, ma che piuttosto venga convertito al digitale terrestre, salvaguardando così il proseguo della visione al di qua del confine e consentendo così a tutti i lombardi (Milano inclusa!) di continuare a fruire dei programmi della Tsi "24/7", cioè ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, come accade ormai da più di dieci anni a questa parte. C'è
un'ultima cosa da aggiungere: secondo quanto pubblicato mesi fa dalla stampa italiana e svizzera,
potrebbe profilarsi all'orizzonte un eventuale ingresso della Televisione
Svizzera nel digitale terrestre italiano, in forma di un “Best
of Tsi - quattro ore al
giorno del meglio delle sue autoproduzioni”. Non c'è che da auspicarsi che
la Tsi entri nel Dvb-T di tutto lo Stivale. Nonostante ciò, se anche ciò
avvenisse, quattro ore quotidiane di fruibilità in luogo di un
canale che oggi i tanti estimatori della Televisione Svizzera possono sintonizzare giorno e notte, sono veramente
un nulla. Chi ama e segue da decenni la
Tsi, chi la considera parte della ricchezza culturale della Regio Insubrica e
della Lombardia intera (non dimentichiamo neppure il vicino Piemonte!), vuole
seguire senza soluzione di continuità lo
stesso canale che guardano gli svizzeri, con gli stessi orari, la stessa
programmazione del mattino del pomeriggio e della sera, le medesime sigle, i
promo, le repliche continuate notturne, addirittura le stesse pubblicità. Sono in tanti a desiderare che un patrimonio di intrattenimento come quello che si trova oggi a Milano sul canale 36 non scompaia per sempre, o comunque si trasformi in uno scarno condensato di una manciata di ore quotidiane su frequenze altrui. E' nota
la grande attenzione che anche
il Professor Aldo Grasso mostra da sempre sull'argomento Tv
Svizzera, in
particolare da quando, a partire dal 2004, lanciò la proposta ai nostri ministri Gasparri e
Tremaglia di diffondere la Tsi in Italia. Del resto l'etere svizzero ha sempre dato
spazio ai nostri segnali: il primo impianto Rai ad essere ospitato sul
territorio elvetico (Monte San Salvatore) risale agli anni Sessanta! Ricambiare, o perlomeno mantenere la continuità di
ciò che già esiste oggi,
crediamo sia cosa giusta e saggia. Grazie di cuore a chi ci scriverà le sue impressioni via e-mail, o a chi firmerà il nostro guest-book: Dario Dossena |
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